Carte di viaggio (2016)
Guido Miano Editore, Milano, 2016
Sinossi
I testi di Roberto Casati sono stati qui suddivisi con adeguata selezione nelle quattro tematiche più rilevanti del nostro tempo: "Amore", "L'incanto della memoria", "Tempo" e "Natura Medicatrix", in ciascuna delle quali è possibile evidenziare affinità, come si diceva, con autori stranieri affermati.
Sezioni
- Il tema dell'Amore in Roberto Casati e Gustavo Adolfo Bécquer
collana "Analisi Poetica Sovranazionale del terzo millennio"
I testi di Roberto Casati sono stati qui suddivisi con adeguata selezione nelle quattro tematiche più rilevanti del nostro tempo: "Amore", "L'incanto della memoria", "Tempo" e "Natura Medicatrix", in ciascuna delle quali è possibile evidenziare affinità, come si diceva, con autori stranieri affermati.
Sezioni
- Il tema dell'Amore in Roberto Casati e Gustavo Adolfo Bécquer
- Il tema della Natura Medicatrix in Roberto Casati e Jacques Prévert
- L'incanto della Memoria in Roberto Casati e Vincente Aleixandre
- Il tema del Tempo nei testi di Roberto Casati e John Keats
Dalla critica
“Questa collana di libri non ambisce ad esaurire una rassegna della poesia italiana contemporanea, quanto piuttosto ad indicare di taluni autori un solco di scrittura nella quale sia da individuare una sorta di fratellanza d'arte, nel nostro caso della poesia. Richiami, comunanze, affinità con testi di autori europei tendono nel caso specifico ad assumere un'angolazione sovranazionale e articolata anche per il campo delle analisi critiche come precisato da Gualtiero De Santi, saggista e professore ordinario di Letterature comparate”
Dalla critica
“Questa collana di libri non ambisce ad esaurire una rassegna della poesia italiana contemporanea, quanto piuttosto ad indicare di taluni autori un solco di scrittura nella quale sia da individuare una sorta di fratellanza d'arte, nel nostro caso della poesia. Richiami, comunanze, affinità con testi di autori europei tendono nel caso specifico ad assumere un'angolazione sovranazionale e articolata anche per il campo delle analisi critiche come precisato da Gualtiero De Santi, saggista e professore ordinario di Letterature comparate”
Appunti e carte ritrovate (2020)
Guido Miano Editore, Milano, 2020
collana "Alcyone 2000"
collana "Alcyone 2000"
Sinossi
"Il poeta Roberto Casati si dimostra un vero cesellatore di parole, che, assemblate in iuncturae di grande forza reificante, si offrono ad un dire vario e articolato; ad una architettura grammaticale che coi suoi slanci ascensionali o col ricorso a immagini di erotica fisicità ci offre tutte le tappe di un odeporico percorso: i versi si fanno ora brevi e concisi, ora ampi e prolungati, ora ipertrofici, ora ipotrofici per seguire le oscillazioni di un sentire in preda ad un erotismo di ecfrastica elasticità, per cui, come in tutti i viaggi marini, non è arduo pensare a naufragi, a scogli che infrangono l'imbarcazione o a immersioni ed emersioni, dato che il poeta sente il bisogno di visualizzare i suoi stati d'animo in guizzi naturali che bene li configurano." dalla prefazione di Nazario Pardini
Sezioni
- Diario di viaggio (1988-1999)
"Il poeta Roberto Casati si dimostra un vero cesellatore di parole, che, assemblate in iuncturae di grande forza reificante, si offrono ad un dire vario e articolato; ad una architettura grammaticale che coi suoi slanci ascensionali o col ricorso a immagini di erotica fisicità ci offre tutte le tappe di un odeporico percorso: i versi si fanno ora brevi e concisi, ora ampi e prolungati, ora ipertrofici, ora ipotrofici per seguire le oscillazioni di un sentire in preda ad un erotismo di ecfrastica elasticità, per cui, come in tutti i viaggi marini, non è arduo pensare a naufragi, a scogli che infrangono l'imbarcazione o a immersioni ed emersioni, dato che il poeta sente il bisogno di visualizzare i suoi stati d'animo in guizzi naturali che bene li configurano." dalla prefazione di Nazario Pardini
Sezioni
- Diario di viaggio (1988-1999)
- Carte disperse (2000-2016)
- Carte ritrovate (2017-2020)
Dalla critica
"Riuscire ad esprimere la complessità con parole che appartengono al linguaggio comune è segno di grande poesia.
Dalla critica
"Riuscire ad esprimere la complessità con parole che appartengono al linguaggio comune è segno di grande poesia.
Io mi sento in compagnia di un poeta autentico e coinvolgente quando mi siedo accanto a lui “all’incontrarsi dei minuti e delle ore / sul quadrante del tempo”. Al crocevia della vita, dove si ritrovano, alla fine, tutti gli umani innamorati (e di buona volontà)."
dalla recensione di Gian Domenico Mazzocato
acquistabile su AMAZON, IBS e UBIK oppure può essere richiesto in qualsiasi libreria o direttamente inviando una mail all'autore.
Come armonie disattese (2024)
Guido Miano Editore, Milano, 2024
collana "Alcyone 2000"
collana "Alcyone 2000"
Sinossi
"I pilastri fondamentali di questa raccolta di poesie di Roberto Casati sono costituiti dal rapporto con l’amore e con la natura, di per sé portatori di esigenze conoscitive e comunicative. Si riscontrano anche non poche allocuzioni in senso opposto, cioè riconducibili alle problematiche contemporanee dell’incomunicabilità. Abbondano dunque nel soliloquio poetico, nel viaggio per avventure interiori e geografiche, nelle oscillazioni sentimentali dell’amore vissuto e ricercato, negli sguardi addolorati sulle tragedie del nostro mondo, le incessanti auto-interrogazioni sul senso delle cose, delle memorie, del tempo che passa, dei messaggi del mare-mito e lezione per l’uomo navigante verso altri lidi ed approdi. Si tratta nel complesso di liriche aperte ad una ricerca di “passaggi a nordovest”. Il poeta, fedele a se stesso, può concedersi ancora sogni e fantasie: c’è Dragut, corsaro ottomano del 1.400; Gibilterra e gli echi lontani dei mari del sud; il non visto che ancora attrae nonostante i percorsi senza meta;… e la compagnia delle lettere, forse più concreta, che s’incarna in Cesare Pavese, Pablo Neruda" dalla prefazione di Enzo Concardi.
Sezioni
- Ho rubato i tuoi occhi
"I pilastri fondamentali di questa raccolta di poesie di Roberto Casati sono costituiti dal rapporto con l’amore e con la natura, di per sé portatori di esigenze conoscitive e comunicative. Si riscontrano anche non poche allocuzioni in senso opposto, cioè riconducibili alle problematiche contemporanee dell’incomunicabilità. Abbondano dunque nel soliloquio poetico, nel viaggio per avventure interiori e geografiche, nelle oscillazioni sentimentali dell’amore vissuto e ricercato, negli sguardi addolorati sulle tragedie del nostro mondo, le incessanti auto-interrogazioni sul senso delle cose, delle memorie, del tempo che passa, dei messaggi del mare-mito e lezione per l’uomo navigante verso altri lidi ed approdi. Si tratta nel complesso di liriche aperte ad una ricerca di “passaggi a nordovest”. Il poeta, fedele a se stesso, può concedersi ancora sogni e fantasie: c’è Dragut, corsaro ottomano del 1.400; Gibilterra e gli echi lontani dei mari del sud; il non visto che ancora attrae nonostante i percorsi senza meta;… e la compagnia delle lettere, forse più concreta, che s’incarna in Cesare Pavese, Pablo Neruda" dalla prefazione di Enzo Concardi.
Sezioni
- Ho rubato i tuoi occhi
- Corrotti sguardi
- Rose nel vento
- Scivola il tempo della luna
Dalla critica
“Casati ha, dunque, una concezione alta, del dire poetico. Capire le cose segrete e tradurle e rivelarle agli altri. Con un pudore estremo. Sa bloccare l’istante, scandisce con amabilità le parole che gli fanno da confine.
Dalla critica
“Casati ha, dunque, una concezione alta, del dire poetico. Capire le cose segrete e tradurle e rivelarle agli altri. Con un pudore estremo. Sa bloccare l’istante, scandisce con amabilità le parole che gli fanno da confine.
Perché, in fondo, il poeta parla sempre e comunque di territori (centrale alla poetica di Casati è il viaggio come metafora) e il suo compito è costruire una dotazione di parole utili ad attraversarli. Uno zaino, diciamo così, di memorie, di esperienze. Talora fardello, talora rassicurante presenza. Lettura impegnativa, densa di soddisfazioni.”
dalla recensione di Gian Domenico Mazzocato
Oltre la linea dell’aquilone (2024)
Fara Editore, Rimini, 2024
collana "Spiccioli"
collana "Spiccioli"
Sinossi
"È delicata filatura la voce percorsa sul segno dell’attimo rivelato sul margine di un sentiero voltato alla scena di una mancanza che tracima la piega delle labbra laddove il mistero della vita scuote la linea di un orizzonte che indora il seme sul precipizio del cuore, e lì abitare. Immagini di un passato che si edificano quale paesaggio spirituale significante un presente che respira di suo poetico candore malgrado il dolore o forse proprio per il segno marcato sull’assonanza del perduto metaforicamente inteso quale viatico riparo dall’assenza di un angelo che si continua alla notte come piccola stella indicativa di una fragilità composta sul limitare del silenzio che ha casa nella memoria." dalla motivazione di Daita Martinez, opera votata al Faraexcelsior 2024
Estratto
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Dalla critica
Arrivata ieri (e letta in un fiato) l’ultima silloge dell’amico poeta vigevanese Roberto Casati, OLTRE LA LINEA DELL’AQUILONE, (immagine di per sé già densa, un grumo poetico che brilla come pietra preziosa, Fara Editore, in copertina “Orizzonti” di Dante Zamperini). Non mi stupisco più, ormai: Roberto ha una capacità unica di cogliere le vibrazioni più flebili e remote della natura, di amplificarle e metterle sulla lunghezza d’onda di sentimenti ed emozioni. Nascono così le sue immagini nitide, di stupore assoluto, di visioni fanciulle filtrate dall’esperienza adulta. Mi commuovo ogni volta. Pubblico la lirica eponima:
"È delicata filatura la voce percorsa sul segno dell’attimo rivelato sul margine di un sentiero voltato alla scena di una mancanza che tracima la piega delle labbra laddove il mistero della vita scuote la linea di un orizzonte che indora il seme sul precipizio del cuore, e lì abitare. Immagini di un passato che si edificano quale paesaggio spirituale significante un presente che respira di suo poetico candore malgrado il dolore o forse proprio per il segno marcato sull’assonanza del perduto metaforicamente inteso quale viatico riparo dall’assenza di un angelo che si continua alla notte come piccola stella indicativa di una fragilità composta sul limitare del silenzio che ha casa nella memoria." dalla motivazione di Daita Martinez, opera votata al Faraexcelsior 2024
Estratto
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Il silenzio strappava i vestiti
e agli angoli si muovevano
piccoli di cinghiale travolti
da ciò che restava dei nostri passi
tracce leggere sul prossimo sentiero.
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Nascosta ai tanti (poesia)
sei l’ombra imprecisa della luna
l’affascinante segreto che naufraga
dentro la voce – tempo breve
sulla liquida superficie del vento.
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Cerco nel tuo corpo
la perfezione perduta
dentro trascurabili sguardi.
Arrivata ieri (e letta in un fiato) l’ultima silloge dell’amico poeta vigevanese Roberto Casati, OLTRE LA LINEA DELL’AQUILONE, (immagine di per sé già densa, un grumo poetico che brilla come pietra preziosa, Fara Editore, in copertina “Orizzonti” di Dante Zamperini). Non mi stupisco più, ormai: Roberto ha una capacità unica di cogliere le vibrazioni più flebili e remote della natura, di amplificarle e metterle sulla lunghezza d’onda di sentimenti ed emozioni. Nascono così le sue immagini nitide, di stupore assoluto, di visioni fanciulle filtrate dall’esperienza adulta. Mi commuovo ogni volta. Pubblico la lirica eponima:
Oltre la linea dell’aquilone / sul filo teso / mi affiancano i passi del dolore // di fronte a ciò che resta / sono gli specchi / a determinare il punto di rottura // il colore tra cielo e mare / la linea che da sempre / anticipa la notte. Esemplare.
recensione di Gian Domenico Mazzocato
acquistabile su AMAZON, IBS e UBIK oppure può essere richiesto in qualsiasi libreria o direttamente inviando una mail all'autore.
Il senso probabile (2025)
Swanbook Editore, Desenzano del Garda, 2025
Collana "Poesia"
Collana "Poesia"
Nota dell’autore
Questo libro, dato alle stampe attraverso Swanbook Edizioni (riconoscimento acquisito con la vittoria al “Premio Primavera è donna 2024”) è una raccolta antologia relativa a tre libri pubblicati da Edizioni del Leone tra il 1988 è il 1999. Questi tre volumi raccolgono quella che è stata definita la trilogia del viaggio.
Le opere che leggerete in questa raccolta antologica non sono la semplice riedizione di ciò che è stato pubblicato molti anni fa ma una riscrittura, una rivisitazione con scelta di testi che sono rimessi a nuovo sia dal punto di vista stilistico che alcune volte anche dal punto di vista di ricerca poetica. Per cui se formalmente sono stati ripresi tre libri già editi il risultato di questa pubblicazione è un libro completamente nuovo.
Oltre a questi testi rivisitati in conclusione si trova una sezione intitolata “Davanti al ritardo” che comprende inediti scritti tra il 2023 ed il 2024.
Estratto inedito
*
*
È un giorno
che la fatica segue i pensieri,
sulla pelle tutto si fa chiaro ed evidente.
La festa allunga sorrisi
sul viso della ragazza
che mi cammina a fianco.
Maggio sposta le nuvole
e nel bagliore che da lì nasce
sbocciano papaveri sulla riva.
L’uomo con il foulard rosso
li protegge con la mano,
adesso viene vento e poi ancora pioggia.
Domani andrà lontano
ricorderà le labbra della ragazza
sfiorandosi l’ultima ruga sulla fronte.
Dalla casa controvento (2026)
Puntoacapo, Pasturana, 2026
Collana "Intersezioni"
Prefazione di Sergio Daniele Donati
Postfazione di Gian Domenico Mazzocato
*
Nel viaggiare clandestino
ho attraversato la linea dei pioppi
gli angeli attendevano
evanescenti il mio passare
messo in chiaro il senso dell’attesa
e a fuoco le poche tracce
dove un cane alla catena urla
per l’ultima carezza sulla pelle incancrenita.
La poesia di Roberto Casati, in questa raccolta, si presenta come un itinerario che attraversa la memoria personale e collettiva, la genealogia familiare e la storia civile, il paesaggio naturale e la dimensione amorosa. Dalla casa controvento non è un mosaico di frammenti isolati, ma un organismo che respira, che si muove tra le stagioni della vita e le stagioni della storia, con un tono sobrio e meditativo, capace di trasformare il quotidiano in simbolo e di collocare la vicenda privata dentro un orizzonte più ampio.
Il poeta stesso dichiara la sua poetica: la poesia come scultura, come togliere, come rivelare. Non accumulo, quindi, non decorazione, ma scavo. Questa dichiarazione si traduce in testi brevi ma nei quali si percepisce un respiro anche etico, profondo, rigoroso, organizzato in pochi (spesso sei) versi suggellati da un distico conclusivo. […] In dialogo inespresso ma presente con Montale, Pavese, Neruda, Sereni e Zanzotto, ma anche con Celati, Casati recupera e rinnova in questa sua ultima Opera la tradizione poetica italiana con un impianto modulare originale e con un’etica della memoria che è insieme privata e civile. (Dalla Prefazione di Sergio Daniele Donati)
Attesa
Presentazioni e letture in aggiornamento sul Blog.
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Rassegna e interviste