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Recensione di Maria Teresa Lajolo a Coincidenze massime

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Recensione di Maria Teresa Lajolo a Coincidenze massime

Roberto Casati – Poeta
Pubblicato da Maria Teresa Lajolo in Coincidenze massime · Domenica 15 Apr 1990 · Tempo di lettura 3 minuti
Tags: Recensioni
COINCIDENZE MASSIME
Edizioni del Leone

Il libro di liriche di Roberto Casati è innanzi tutto la storia di un sogno e della sua sconfitta.
Pacato, malinconico, struggente nel memento costante del poeta - a se e alla donna - della vissuta felicità e del vivibile futuro nella malinconia della solitudine. Uniti nel percorso di una identità di pensiero e sentimenti pur nell'assenza di una realtà di rapporto, l'autore tiene a evidenziare i propri sentimenti, ora sfumandoli, ora accentuandoli, in un ritmo che alterna la levità alla densità delle cadenze, pavesiane a volte, più nella struttura della composizione e nel richiamo dell'amore impossibile, che in una definizione tragica dell'esistenza; fino a un martellamento ossessionato, che si ritrae e placa infine in una fiera ritrosia del dire, lui che aveva tanto detto al vento, alla pioggia, agli uomini, del suo amore.
L'oggetto amato è ovunque, annulla il paesaggio umano e naturale. Lei è la realtà in toto, infatti "Ma esiste una realtà più vera?". Ogni lembo del paesaggio porta le tracce di lei. Lei sulle rive del fiume, nei tramonti marini, nella sabbia, labile come la realtà impossibile da costruire: "Mentre scrivo col dito il tuo nome/che l'onda subito dopo cancella/". Lei è nel buio che "È solo un mezzo per allontanarsi" /.
Casati ama le forme poetiche reiterate, versi che si inseguono e si ripetono per durare di più. Corrispondenze per meglio unire ed isolare dal mondo i due innamorati "Mi piacerebbe raccontarti / tutti i miei pensieri" / e ancora "Mi piacerebbe scoprire / tutti i tuoi segreti" /.
Quando il dettaglio diviene "Bacio le tue labbra rosse di fuoco", a mio parere, la canzone si specchia nella realtà culturale del fumetto, che ci rende l'immediatezza di una vivida bocca da eroina pubblicitaria, fruibile attraverso i media da tutti.
Il poeta, inserito in una lunga tradizione lirica, trae linfe vitali dall'amore impossibile (v. "Tenerezza", 4° strofa). Ad un certo momento del sogno d'amore, in un crescendo febbrile in cui l'autore pare spogliarsi di tutto per vivere spoglio la solitudine d'amore, scende dalla mente al vocabolario un concetto nuovo, quello della "coincidenza", rap-
presentata con la consueta misura, e che assume più vigore nella "coincidenza massima".
La premessa al canzoniere è in realtà l'epilogo a "tutte queste parole", scarno e purificato, di cui resta solo l'amore "A ripagarci del coraggio / di guardarci negli occhi" /. Parole che furono necessarie, di volta in volta, per ricordare tutto, per farne un libro d'amore. Ma che a un certo momento della storia sono diventate troppe "Non aprire le tue labbra / ad una cascata di parole, / e ancora "A quella gente così noiosa / un amore così bello non darglielo in fretta" /.

MARIA TERESA LAJOLO


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