Ipotesi di fuga

Come armonie disattese
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Ipotesi di fuga

Come armonie disattese
Pubblicato da Webmaster in Ipotesi di fuga · 15 Febbraio 1992
Tags: Presentazione

Da “Ipotesi di fuga”, Edizioni del Leone, Venezia, 1992

"… Non è possibile amarsi e separarsi. Si vorrebbe che fosse possibile. Si può trasformare l'amore, ignorarlo, sprecarlo, non si può estirparlo dall'anima. Io so per esperienza che i poeti hanno ragione: l'amore è eterno." E.M.Forster in "Camera con vista"

VESTIRTI DI DOLCEZZA
Di fronte a questo sfuggire lento di vele
La mia nave corsara sta aspettando l’attimo
La notte favorevole a intraprendere il viaggio

Il cielo in questo aspettarmi e aspettarti
E’ un desiderio detto sottovoce
Per questo cuore che ti ha sognato
E che senza di te sarebbe perso

Mi piacerà vestirti di dolcezza
E crederti quando verrai stanotte
Per portarmi via con uno sbattere di ciglia
Lungo la frontiera silenziosa dei brividi.

ISOLE
Sembianze di te trova la notte
Fra le mie dita
Mentre lentamente il buio
S’impadronisce dell’orizzonte

Gibilterra
Sa immaginare i sapori del mare del sud
E si abbandona quieta all’attracco di nuove vele

Isole di mille anni fa
Pietre perdute nell’ombra della luna sulla spiaggia
Scavate dai ricordi di antiche piogge
Raccontano i tratti del tuo viso
La linea di congiunzione
Fra giorno e notte l’alito di vento che ti bacia

Il leggero velo d’ombra
Che mai non ti svela.

SE CHIUDO GLI OCCHI
Tornando da un viaggio sulle tue labbra
Dopo aver passato la linea invisibile che separa la terra dal cielo
Ritrovo la sensazione forte del profumo in cui mi dimentico

Se chiudo gli occhi svanisco in un’esplosione di stelle
O forse solo mi perdo
Nel bianco bagliore delle nebbie
In questa notte che sa di te

Se chiudo gli occhi intravedo nel buio
Le tue mani sfiorarmi il viso
Sento le tue dita accarezzarmi i capelli
Accompagnandomi al centro del cuore.

IL BUIO SOTTO IL PONTE
La luna apparsa con il vento sulla linea d’orizzonte
Nel momento impazzito delle maree
Ci vuole tenere qui
Vicino a dove il mare
Sbatte le vele sotto le stelle

E nel soffio della sera
Nel silenzio mosso dalle mie carezze
Sento che sarai tu ancora una volta
A sorprendermi un passo avanti
Con le labbra disposte al bacio

I miei occhi sfidano il buio sotto il ponte
Arrivando a piccoli passi
A quel limite prezioso che colora d’amore
Il desiderio d’ogni notte.

PRIMA CHE TORNI IL VENTO
Prima che torni il vento tra le righe della notte
Sentirò la tua carezza sfiorarmi le labbra
E confondere per un attimo cielo e mare

Sarà sorprendente
Non poter più sfuggire al colore del tuo sorriso
Facendo ponti con le dita
Al passaggio probabilmente prossimo
Delle navi corsare

Le parole omologate non bastano a definire
Tutto quello che sei per me
Servono voci di silenzio
E mille dolcissime carezze
A farti capire che non sei un sogno.

"Questi sei brevi sillogi possono ben definirsi un canto sensuale ed amoroso recitato dentro l'alone azzurro e solare di isole e spiagge, un inno all'amore che qui appare sempre gioioso e gratificante: Nel silenzio / Che mi riempie gli occhi / Le tue labbra / Sono navi corsare / In navigazine protetta / Dalla luna persa a Capo Horn".
(Rina Dal Ziglio, Portofranco,  luglio 1993)



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