Dalla mia libreria: Umberto Piersanti e Danila Di Croce
Umberto Piersanti – JACOPO. Poesie 1994-2025 – Interno Poesia Editore – 2025

“…Umberto Piersanti, riferimento imprescindibile della poesia del secondo novecento e contemporanea, con Jacopo dà voce a un padre che attraversa la vita accanto a un figlio colpito da una forma grave di autismo, in un’opera che è insieme diario poetico, canzoniere d’amore e atto di resistenza. Jacopo, bambino prima e poi uomo “altro”, vive in un mondo che il poeta non può penetrare ma solo sfiorare con la parola. Le poesie raccontano un’esistenza fuori misura, fatta di gesti ripetuti, fughe improvvise, silenzi, eppure piena di epifanie: un sorriso nell’acqua, la costruzione di un presepe, una corsa nella selva…” dalla quarta di copertina
La giostra
…
Jacopo che tra gli altri
passa, senza guardare,
dondola il grande corpo
e li sovrasta,
abbracciò un cavallo
e poi pendeva
dopo riuscì ad alzarsi,
rise forte
figlio che giri solo
nella giostra,
quegli altri la rifiutano
cosi antica e lenta,
ma il padre t’aspetta,
sgomento ed appartato
dietro il tronco,
che il tuo sorriso mite
t’accompagni
nel cerchio della giostra,
nella zattera dove stai
senza compagni
marzo 2001
Danila Di Croce – DOVE ANCORA NON SIAMO NATI – puntoacapo Editrice – 2024

“…C’è nella poesia di Danila Di Croce un aspetto inconcluso e accattivante. È l’ansia – meglio la necessità – poetica di elevazione e rarefazione; ansia che si scontra, inevitabilmente, con la realtà delle cose, ma resta, suo malgrado, ancorata al contingente, offuscando così la purezza lineare di un volo che, pur spiccato, si ferma a mezza altezza, per paura o vertigine. La presente raccolta, intagliata in versi di una bellezza rara, metricamente ineccepibili, è conferma di questa linea poetica…” Dalla prefazione di Ivan Fedeli.
*
Si corre in silenzio, ché il fiato
non basta a dire la fatica
o lo slancio e il traguardo
non è un nome da gridare.
Lasci agli occhi il tremulo
passare delle cose e il vento
dei secondi batte sulle tempie
a ricordarti che ancora manca
un passo da allungare.
Muti si resta anche quando
l’urlo graffia in gola,
perché non c’è vittoria
che si possa raccontare,
non c’è vittoria
se qualcuno chiama.
Non c’è arrivo
da cui non ripartire
zitti di parole, con tanta storia
ancora da cronometrare.
*
Porti al di sopra della gioia
sul candelabro dei giorni
e incedere col passo di chi
ha ormai venduto il tempo
e non acquista che occasioni.
