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Dalla mia libreria: Umberto Piersanti e Vito Giuliana

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Dalla mia libreria: Umberto Piersanti e Vito Giuliana

Roberto Casati – Poeta
Pubblicato da Kenavò in Riviste e blog · Mercoledì 10 Lug 2024 · Tempo di lettura 1:45
Tags: Rubriche
Umberto Piersanti – I LUOGHI PERSI – Crocetti Editore  – 2022


“…Da un certo punto di vista la memoria resuscitata si identifica nel presente e nell’immediato, sicché il poeta salda in un’unica vocazione l’emblema del suo passato familiare con la somma delle sue esperienze, a cominciare da quella più costante ed ambiziosa: la poesia. In conclusione, Piersanti riscopre nelle pascoliane Cesane il mondo intero e compatto dell’anima poetica…”
dalla seconda di copertina di Carlo Bo

Ragazze

Passano le ragazze al Pincio,
smuovono l’aria attorno
come fanno le canne al Fontanino
quando leggero e verde
il vento scende dai greppi intorno,
e sono belle,
belle più delle querce
e più degli olmi,
è la prima volta che te ne accorgi

a Bologna sotto il Paviglione
avevi sedici anni
e le guardavi
specchiarsi alle vetrine
ed abbracciarsi

ora, seduto sulla sabbia
col ginocchio incrinato
tu le guardi
- sono bikini rossi
e scintillanti –
perdersi lontano
dentro il mare

siete la giovinezza
che scorre accanto


Vito Giuliana – TRILOGIA POETICA – Manni – 2022


“Trilogia poetica è un omaggio appassionato ai poeti, ai pittori e ai compositori più significativi di tutti i tempi e di tutti i paesi. Trecento maestri di poesia, arte e musica si raccontano attraverso micronarrazioni, si osservano allo specchio e guardano con lucidità la propria vita e la propria morte, cogliendone il nucleo e l’essenza,”
dalla quarta di copertina


Cesare Pavese

A Santo Stefano Belbo
le cose del mondo
avevano l’odore delle rose mai nate.
L’uomo solo ascoltava il vento,
l’acqua buia dei pozzi
e il fermento del vino.
Le colline sotto la pioggia
scavavano nuovi sentieri
tra il confine dei boschi
e le luci appassite dei cortili.
L’autunno catturava
il sangue oscuro della terra
e gli occhi che lo specchio rifiutava.
Le parole disperse di Tina
erano foglie bruciate dal sole
e lune sfuggite ai conteggi del tempo.
Il suo profilo si perse
nel cieco groviglio
di lettere e ombre.
Al centro delle notti deserte
Constance recitò
la sconfitta dell’amore.
La morte non ha né nome né volto
ma soltanto l’incerto colore
della stagione che muore.
Nel cielo di Torino agosto ritornò
con rondini e stelle
per l’ultimo sguardo d’estate.



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