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Dalla mia libreria: Ilaria Grassi e Mauro Ferrari

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Dalla mia libreria: Ilaria Grassi e Mauro Ferrari

Roberto Casati – Poeta
Pubblicato da Kenavò in Riviste e blog · Giovedì 14 Nov 2024 · Tempo di lettura 2:00
Tags: Rubriche
Ilaria Grasso – PENTAX K1000 – Edizioni Ensemble – 2021


“… La fotocamera è un grande occhio e Ilaria Grasso entra nell'occhio di Letizia Battaglia e ne fa suoi gli intenti e la lotta. Ogni poesia è una microstoria, ogni poesia è un personaggio fotografato o un contesto. Non dimentichiamo la dimensione politica di Letizia Battaglia, il suo lavoro di contrasto alla mafia, l'intento costante e concreto di tenere la barra sui diritti e sui doveri dello Stato…”
dalla quarta di copertina

SCATTO N° 12

C’era un tempo in cui si coprivano
cosce di ragazza e morti
a Palermo e nelle provincie italiane.

Le cosche hanno abbandonato la coppola
e i colli di camicia non sono più lisi ai bordi.

Nessuna spiga tra i denti e nemmeno
scacciapensieri a fare da preludio
all’omicidio.

Bianco cangiante è ora il colletto.

Lo sporco si ripulisce
in fiumi di dati impossibili da decifrare
tra matrici, formule e decimali.

muove l’acqua, per finta.


SCATTO N° 31

Ma l’io non scompare
nello schiamazzo e nel viavai
dei mercati generali dove
tutto ha un prezzo
e quasi niente ha un valore.


Mauro Ferrari – SERACCHI E MORENE – Passigli Poesia – 2024


“…Colpisce nondimeno, nel nuovo libro, sia l’ampiezza del discorso, sia la forza di rappresentazione cui è giunto il pensiero dell’autore. E colpisce soprattutto, nella prima sezione della raccolta (Sotto le bombe), l’elemento di speranza che il poeta può consegnare ai “commercianti di luce”, contrapposti ai “ciechi che il nulla chiamano / vita…” dalla prefazione di Giancarlo Pontiggia

*
Dove il vento e la pioggia
martellano istante su istante,
dove la terra è un naufrago
sopravvissuto agli uragani,
la roccia un’ombra su verdi sfiniti,

squilla il giallo arrogante di un fiore
che si promette l’immortalità,
percosso nei suoi pochi giorni
dalla furia fredda dei suoi dèi.

*
Lentamente nei millenni
quel ghiaccio si fece mondo,
un bianco tocco mortale.
                                      La ritirata poi,
un anno dopo l’altro
lasciando segni della sua grandezza:
valli e fiumi, morene e massi erratici.

Adesso i suoi resti
sono appesi al cielo, invisibili;
ogni anno più debole
e inconscio del passato
si scioglie in nulla come noi –
un re deposto, disconosciuto.




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