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Dalla mia libreria: Evaristo Seghetta Andreoli e Erika Signorato

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Dalla mia libreria: Evaristo Seghetta Andreoli e Erika Signorato

Roberto Casati – Poeta
Pubblicato da Kenavò in Riviste e blog · Mercoledì 14 Gen 2026 · Tempo di lettura 2:15
Tags: Rubriche
Evaristo Seghetta Andreoli – EPILOGHI – Interno Poesia – 2025


“… Con una lingua essenziale e raffinata, Seghetta Andreoli costruisce versi densi di immagini evocative: gli ulivi parlano al poeta, le librerie custodiscono messaggi in bottiglia, la città di pianura si dissolve nella nebbia del ricordo. Ogni componimento è un frammento di un più ampio resoconto esistenziale, dove il dolore dei distacchi si mescola alla bellezza della persistenza. Un libro che attraversa il tempo con grazia e malinconia, capace di toccare corde profonde in chi legge. "Epiloghi" è un invito alla contemplazione, alla riscoperta del valore delle piccole cose e alla ricerca di un senso nella dissolvenza del presente.”  

Pozzanghere

Sono sempre più rare le parole
e la pioggia, che cade stasera
le porta con sé, nel suo ritmo
insistente di una verticalità
dirompente, in un canto composto
dentro una pozzanghera di armonia
sulla via che sembrava ormai persa.

Come è imprevedibile questa
poesia che squarcia d’improvviso
il sordo silenzio di dicembre
e riporta un po’ di sorriso.

Così dopo mesi di assenza,
di insipienza totale, qualche verbo
e pochi aggettivi tornano a scorrere
nel sangue: un rivolo sottile, un rigagnolo
di inchiostro tra le pietre del cortile,
parole su parole, l’incanto del momento
ormai raro, gocce su gocce,
la polvere torna fango e già i versi
come fili d’erba si preparano a fiorire,
spero in aprile, spero a primavera.


Erika Signorato – LA MEMORIA DEL SALE – puntoacapo – 2025


“…La memoria del sale è pertanto il desiderio poetico di circoscrivere ogni attimo umano mediante un correlativo emotivo che scardina, brucia e, come il sale, purifica. [...] A reggere il rapporto tra poesia e realtà, certo, emerge l’Io lirico, ponte emotivo tra scrittore e lettore; “vorrei leggere stasera / il buio che scrive l’acqua”, afferma la Signorato in uno dei passaggi più intensi della raccolta, a dichiarazione di una poetica che si nasconde nei riflessi di un’acqua che è sia fonte battesimale, in quanto leviga e purifica l’essere, sia luogo dove tutto tende, incommensurabile e fisso: il mare…” Dalla prefazione di Ivan Fedeli.


Disillusione

hai preso l’oggetto,

della fragilità  
rumore a frantumi,
camminavi sopra i miei vetri  
e solo io a tagliarmi.



Al binario di campo  

alienarsi di vedute,
un fischio che non scrive
l’aria tra la pelle

– rotaie frastornate
di cicale e rose
nel verbo di una sera

e questo fazzoletto
ad orlo sulla pensilina.




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