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Dalla mia libreria: Anna Spissu ed Emanuela Dalla Libera

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Dalla mia libreria: Anna Spissu ed Emanuela Dalla Libera

Roberto Casati – Poeta
Pubblicato da Kenavò in Riviste e blog · Martedì 15 Lug 2025 · Tempo di lettura 2:15
Tags: Rubriche
Anna Spissu – LETTERE DA ATLANTIDE – Caosfera Edizioni – 2023


“… Questo libro, come il precedente L’Amore imperfettibile, racconta dell’amore, sentimento misterioso e travolgente che non finirà mai di essere raccontato. Nella poesia esiste un mistero che accomuna le persone e sono sempre felice quanto so che le mie parole hanno toccato il cuore di molti …”  dai Ringraziamenti che concludono il libro.

Una donna come tante

Un giorno ho partorito
e so che la vita nasce da un grido,
la gemma dallo squarcio dell'albero.

Se immagino la voce del mondo
so che proviene da una stella madre,
come l'onda contiene il grido del mare
e la benedizione dell'acqua
l'oscurità delle nuvole.

Sono stata una donna come tante
per questo un giorno ho partorito anche te.
Ti sono stata madre e figlia.
l'amante che dalla culla delle tue braccia
e delle tue gambe
ha partorito l'amore.

Tu spera

Una volta mi hai detto che non sai
se sia più feroce uccidere un corpo
o spegnere il desiderio.

In questo tempo selvaggio e di barbarie
lascia scoperte le braccia
e spalancate fino al centro del cuore
dove le ossa di fata hanno il peso
di quelle degli uccelli.

Tu spera perché nei sei capace.


Emanuela Dalla Libera – LE STAGIONI DELL’EBBREZZA – Puntoacapo – 2025


“Il “piacevole stordimento” che l’etimologia assegna alla parola ebbrezza, centrale nel titolo della quarta silloge di Emanuela Dalla Libera, deve essere inteso come la cifra della giovinezza e del suo paradosso, magnificamente reso con l’ossimoro del “tempo che correva lento, mi pareva”, appena dopo la stagione dell’infanzia, in cui “Per noi / sempre una notte di stelle accese nutriva / in seno l’universo”.” dalla prefazione di Rita Imperatori

Forse verrà un giorno

Forse verrà un giorno
in cui si risolleverà l’albero
travolto dai venti di burrasca
e i nidi torneranno ai rami
a sciogliere nell’aria nuovi voli
e i passi si faranno quieti,
quieta la voce che li accompagna.
Allora a noi si sveleranno
pensieri nuovi tra vergini sentieri
e cadrà in un gorgo inaridito
la vita che è già stata soffocando
nella polvere il dolore e la memoria.
Ma è un morire senza scampo
l’andare oltre confine. Si libra
dentro l’anima un impeto di quiete,
il vento di un’estate sospesa
sopra il mare, ma gelerà l’inverno
le soglie delle case, brucerà rapida
nel risveglio l’alba sopra i colli
e tornerà l’ombra sui crinali
a misurare il tempo, la pioggia
a cancellare le orme calpestate.

*

È tempo di quiete ora che l’estate
brucia, è tempo che bisbiglino
al vento gli eucalipti, che perforino
l’aria le cicale, che i grilli
inondino la notte di fragore.




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