Alfredo Rienzi legge Appunti e carte ritrovate
Pubblicato da Alfredo Rienzi in Appunti e carte ritrovate · Venerdì 17 Mag 2024 · 3:45
Tags: Recensioni
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“Appunti e carte ritrovate” di Roberto Casati
Roberto Casati, Appunti e carte ritrovate, Guido Miano Ed., 2020. Prefazione di Nazario Pardini
La raccolta Appunti e carte ritrovate sceglie un profilo linguistico sobrio e piano per orchestrare un canzoniere d’amore, come da subito informa Nazario Pardini nella Prefazione. Un canzoniere che, nelle sue varie tappe Diario di viaggio, Carte disperse e Carte ritrovate mantiene una forte unitarietà di atmosfere e sfondi, che già i titoli di sezione annunciano inserirsi nelle macrometafore del viaggio e della navigazione, costellate da nuclei lessicali anch’essi, di riflesso, ben circoscritti e afferenti in particolare a tre pilastri.
Il primo dei quali è quello del viaggio, della navigazione, del mare e dell’ambiente: ad es. mare, marea, isole, sabbia, orizzonte, rotte, vele ecc. E vento, molto vento, quasi un racconto parallelo velato nel vento e arricchito dalle suggestioni topografiche, tra Capo Horn e Isla negra.
La seconda famiglia lessicale raccoglie e circoscrive l’isola-corpo dell’amata e degli scenari amorosi: baci, labbra, bocca, sorrisi, carezze, seno ecc, mentre la terza, quella più intima, àncora ed esplora l’habitus emozionale, tra assenza, silenzi, desideri e presenze, attuali o nella memoria.
Raccolta nella quale una voce sempre misurata sa disporsi senza forzature e sbalzi, ma creando, al contempo, modulazioni all’interno di registri prevalentemente lirici, con versificazione libera, ma attenta all’armonia del verso. Ponderato è il rapporto tra la cornice monotematica e le mobili varianti espressive e figurative. (Alfredo Rienzi)
*
Sono io Dragut il corsaro,
quello che per amore
ha attraversato l’ultima notte di vento
su una passerella
da sempre sospesa tra le due isole.
p. 13
*
L’assenza è
un cuore bruciato dal silenzio,
dove l’esilio delle parole
è un’abitudine ferma agli angoli,
nello scivolare
tra incorrisposte
attese sul rosso evidente delle tue labbra.
p. 25
*
Viaggi in oltremarea
sollevano le abitudini dei sorrisi
sotto una pioggia leggera.
Dove Isla Negra è il confine,
una curva in controluce,
ad un attimo
dal prossimo naufragio a Capo Horn.
p. 27
*
Scivolano lentamente
i passi sulle ipotesi della notte,
nel gioco estremo
di profondità disattese.
Mentre oltre il limite
lo sguardo dagli occhi
si avvicina al silenzio.
Non avendo più alcuna possibilità di fuga.
(2012)
p. 48
*
Giochi di vento,
parole lontane riportate dal mare,
nell’attimo che apro gli occhi
da un anticipo di notte,
e tu non ci sei.
Il mare di Ostia a primavera
lasciava tracce di noi nelle lunghe domeniche.
15/7/2017
p. 61
«Un canzoniere d’amore, dove il verso con tutti i suoi accorgimenti sinfonici alimentati da sinestesiche intrusioni e da metaforici allunghi, si aggrappa ad un’anima in vena di esplosioni emotive. Un vero viaggio, un odeporico abbraccio ad un pensiero che fa dell’amore un faro luminoso sul mare. […] Amore è la voce che risuona in ogni dove virgola che martella ogni verso virgola che dà energia ad ogni composizione di questo canzoniere […] La narrazione si fa varia e articolata, per seguire gli input di un animo tutto proteso a rivelare i suoi stadi emotivi. A versi
più ampi ne succedono altri più brevi, secchi, conclusivi, per delineare l’enfasi ontologica del diagramma oscillatorio. […] Il poeta sa elevarsi ad un registro di rara inventiva di pregevole creatività dal momento che si riscontrano invenzioni verbali di iconica fattura […] diverse le chiavi di lettura di fronte ad un lavoro anche se monotematico intenso e proteiforme: autobiografica, psicologica, panico-esistenziale, fisico-attrattiva, linguistico-figurativa. Si legge qui il ricorso ad un mare che si fa interprete principali per le similitudini turbative»
(dalla Prefazione di Nazario Pardini)
Roberto Casati è nato a Vigevano nel 1958, dove tuttora abita. Si è interessato di poesia già da ragazzo. Ha esordito in versi nel 1984 con “Amore e disamore”; nel 1986 pubblica “Roma e Alessandra” (Edizioni Tracce), Premio Montale per l’inedito. In seguito per le Edizioni del Leone ha pubblicato la trilogia del viaggio composta da “Coincidenze massime” (1988), “Ipotesi di fuga” (1992) e “In navigazione per Capo Horn” (1999). Negli anni 2000 ha pubblicato alcuni testi in antologie e nel 2016 una raccolta antologica delle sue opere con note critiche, “Carte di viaggio” per Guido Miano Ed., che ha editato anche “Appunti e carte ritrovate” nel 2020, che raccoglie scritti tra il 1988 e il 2020.
